
Inquadramento storico
La rocca di Collalto Sabino occupa la sommità del rilievo che domina l’abitato, in posizione strategica nell’area di confine tra la Sabina e l’Abruzzo. Le indagini archeologiche hanno documentato una frequentazione medievale del sito e l’esistenza di strutture fortificate anteriori alla rocca attuale. Collalto apparteneva allo Stato Pontificio, ma per il periodo che interessa la formazione della rocca la ricostruzione dell’assetto politico e territoriale locale rimane problematica. Le fonti consentono di seguire alcuni passaggi di possesso e attestano l’esistenza della baronia, senza permettere di definirne con sicurezza consistenza e confini. Nel 1440 Antonio Oddone cedette la baronia al conte de Cola Mareri; agli inizi del Cinquecento Collalto risulta appartenere ai Savelli. La documentazione disponibile non consente di collegare la realizzazione della rocca o l’aggiunta delle torri circolari a uno specifico committente.
La formazione della rocca
Le indagini archeologiche condotte sulla sommità hanno individuato imponenti murature riferibili a una fortificazione medievale precedente. Gli scavatori collocano fra la fine del Medioevo e la prima età moderna la probabile realizzazione della nuova rocca, impostata anche mediante colmate sopra le strutture medievali precedentemente rasate. I dati archeologici indicano inoltre che la configurazione oggi riconoscibile fu il risultato di più interventi. Il recinto quadrangolare precede almeno una delle due torri circolari, aggiunta successivamente a uno degli angoli; per la torre posta all’angolo diagonalmente opposto non disponiamo di un analogo riscontro, poiché quel settore non è stato interessato dalle indagini. L’aspetto attuale non corrisponde integralmente a quello della prima età moderna. La rocca fu infatti interessata da successive trasformazioni, particolarmente nei secoli XVII e XVIII, e da restauri più recenti che modificarono soprattutto gli alzati e le parti sommitali.
L’impianto diagonale
Nella sua configurazione consolidata la rocca presenta un recinto sostanzialmente quadrangolare con due torri circolari poste agli angoli diagonalmente opposti. La loro disposizione permette di controllare i quattro fronti e di assicurare il fiancheggiamento anche dei due angoli rimasti privi di torre. Le due opere hanno dimensioni differenti: la torre maggiore, con diametro di circa 20 metri e murature spesse circa 2,80 metri, è rivolta verso la campagna e verso il settore maggiormente esposto a un possibile attacco; la minore, di circa 18 metri di diametro e con murature di circa 2 metri, è rivolta verso l’abitato, posto a quota sensibilmente inferiore. Montanari osserva che ciascuna torre dispone di un campo di controllo di circa 180°, garantendo nel loro insieme la difesa dell’intero perimetro. La differenza dimensionale sembra quindi rapportarsi anzitutto alle diverse condizioni dei due fronti: una torre più robusta verso il settore maggiormente esposto e una leggermente più contenuta sul lato protetto anche dalla conformazione del terreno e dal dislivello dell’abitato. A questa differenziazione può avere contribuito anche un criterio di economia costruttiva, concentrando maggiori risorse dove erano effettivamente necessarie senza compromettere l’efficacia complessiva del sistema. La disposizione sui due angoli opposti conservava al tempo stesso un sostanziale equilibrio nella percezione complessiva della rocca.
Datazione e valutazione tipologica
La cronologia delle singole componenti dell’impianto non è definibile con precisione. Le indagini archeologiche collocano la realizzazione della rocca fra la fine del Medioevo e la prima età moderna, mentre la proposta di riferire l’assetto con le due torri circolari alla fine del XV secolo deriva principalmente dalla sua interpretazione tipologica. In assenza di elementi che consentano di datare con sicurezza entrambe le torri, appare quindi prudente proporre per la formazione dell’impianto diagonale una cronologia compresa tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Collalto costituisce un caso particolarmente interessante perché la configurazione diagonale sembra essere stata raggiunta attraverso la trasformazione di una struttura preesistente, anziché mediante la costruzione ex novo di una fortezza unitaria. Le due torri, dimensionate in rapporto alle differenti esigenze dei settori che erano chiamate a difendere, realizzano nel loro insieme un sistema capace di assicurare il controllo dell’intero perimetro con due sole opere di fiancheggiamento.
Documentazione Iconografica



- 1. Collalto Sabino. Planimetria del complesso. In rosso la rocca; in avana il palazzo baronale. Rielaborazione dell’autore.
- 2. Collalto Sabino. Veduta aerea della rocca e dell’abitato. Fonte: Google Maps, immagini © 2026 Airbus, Maxar Technologies.
- 3. Veduta aerea della Rocca di Collalto Sabino. Fotogramma tratto da un video realizzato da ICARO Experience srls. Diritti di riproduzione: richiesta inviata, in attesa di riscontro.
Bibliografia
DELOGU, P., COCCIA, S., PATTERSON, H.L., VIGIL-ESCALERA GUIRADO, A., TORRACA, G. (1990). Storia, archeologia e restauro nel Castello di Collalto Sabino. Torino–Roma: Quattro Stelle.
COCCIA, S. (2000). Gli scavi archeologici nel castello di Collalto Sabino. In Une région frontalière au Moyen Âge. Les vallées du Turano et du Salto entre Sabine et Abruzzes. Rome: École Française de Rome, pp. 209–223.
MONTANARI, V. (2015). The castle of Collalto Sabino. Transformations and restorations. In P. Rodríguez-Navarro (ed.), Defensive Architecture of the Mediterranean. XV to XVIII Centuries, vol. II. Valencia: Editorial Universitat Politècnica de València, pp. 239–246.