
Descrizione
Il castello di Bedizzole occupa un’area sopraelevata rispetto al territorio circostante ed è costituito da un recinto di forma approssimativamente rettangolare, lungo circa 100 metri in direzione nord-sud e largo circa 68 metri. L’accesso principale, posto sul lato settentrionale, è costituito da una torre quadrangolare preceduta da un avancorpo fortificato; l’organizzazione interna conserva l’impianto di un abitato fortificato, articolato lungo strade pressoché parallele. L’elemento di maggiore interesse è costituito dalle opere che rafforzano il perimetro: due torri circolari sono collocate rispettivamente agli angoli nord-occidentale e sud-occidentale, mentre una terza torre semicircolare occupa il centro della cortina orientale, lasciando certamente privo di torre l’angolo sud-orientale. Nella parte inferiore della torre circolare si conserva un’archibugiera, costituita da un foro ricavato in un unico blocco lapideo e orientata lungo la cortina meridionale. La sua posizione consentiva di controllare, dall’interno della torre e in posizione protetta, il tratto di mura fino all’angolo sud-orientale, privo di torre.
Vicende costruttive
L’esistenza di una fortificazione a Bedizzole è documentata già nel Medioevo: nel 1277, in seguito alla ribellione della comunità, le fonti ricordano la distruzione del castello e il divieto di ricostruire le fortificazioni. Le tradizionali attribuzioni dell’origine del complesso ai secoli IX-X e di successive opere all’XI secolo non risultano invece sostenute da una documentazione altrettanto sicura. Particolarmente significativa è la documentazione relativa alla fine del Quattrocento. Il 14 febbraio 1494 fu disposto che le famiglie fornissero pietre, sabbia e altri materiali «per la fabbrica del castello». Il 5 dicembre 1495 vennero nuovamente deliberati lavori al castello e alle fosse, con l’indicazione di completare la muraglia e realizzarne le merlature. Quest’ultimo riferimento mostra che nel 1495 il cantiere aveva raggiunto una fase avanzata e prossima alla conclusione.
La documentazione conservata attesta l’attività del cantiere nel 1494 e, nel dicembre 1495, il previsto completamento della muraglia e la posa delle merlature, quest’ultima programmata anche per l’anno successivo; è quindi probabile che i lavori si siano protratti nel 1496, mentre non è possibile stabilire quando fossero iniziati. Nel 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai, le deliberazioni assumono un carattere differente. Vengono ordinati interventi alle fosse, alla porta e ai rivellini e si provvede al reperimento a Brescia di artiglierie, polveri, archibugi e altro materiale necessario alla difesa. La natura di questi provvedimenti mostra un complesso ormai sostanzialmente operativo e consente di assumere il 1509 come termine entro il quale la precedente fase costruttiva doveva essere conclusa.
Interpretazione
La documentazione del 1494-1495 costituisce il riferimento cronologico più importante per l’assetto tardomedievale del castello. Non è tuttavia possibile, allo stato attuale, dimostrare documentalmente che le tre torri appartengano proprio a questa campagna di lavori. La loro disposizione merita comunque attenzione. Le due torri circolari occupano gli angoli occidentali del recinto, mentre la torre semicircolare è collocata al centro della cortina orientale; i due angoli orientali risultano invece privi di torri. Ne deriva un sistema asimmetrico di tre torri, nel quale il fiancheggiamento degli angoli privi di torre era assicurato dalle opere poste sulle cortine e agli angoli opposti. L’archibugiera conservata nella torre sud-occidentale, orientata lungo la cortina meridionale fino all’angolo sud-orientale, documenta direttamente questo funzionamento. Non si tratta quindi di una fortezza diagonale in senso proprio, ma di una soluzione nella quale il problema del fiancheggiamento viene risolto senza dotare tutti gli angoli di torri. L’eventuale rapporto tra questo assetto e il cantiere documentato alla fine del Quattrocento dovrà essere verificato attraverso l’analisi delle murature e dei rapporti stratigrafici. Perogalli propone inoltre per la torre d’ingresso e il rivellino una datazione al XV secolo, mentre segnala sul lato settentrionale una struttura che potrebbe corrispondere a un’ulteriore torre. Anche Spada ricorda l’ipotesi dell’esistenza di una seconda torre quadrangolare nel settore nord-orientale. Tale struttura non compare tuttavia nella cartografia catastale napoleonica, nella quale l’angolo risulta già privo di torre, né è oggi riconoscibile nelle murature conservate. Non si può escludere che la segnalazione si riferisse a resti osservabili in occasione di precedenti interventi sull’angolo nord-orientale e pertinenti a una fase più antica del castello. In assenza di riscontri materiali o documentari, l’ipotesi deve comunque rimanere aperta e non può essere utilizzata per ricostruire l’assetto tardomedievale oggi leggibile.
Documentazione iconografica



- 1. Bedizzole. Planimetria del castello-ricetto. Rielaborazione dell’autore.
- 2. Bedizzole. Veduta aerea del castello-ricetto e dell’abitato. Fonte: Google Maps; immagini ©2026 Vexcel Imaging US, Inc., Airbus, Maxar Technologies.
- 3. Bedizzole. Torre circolare con archibugiera ricavata in un blocco lapideo.
Bibliografia
GUERRINI, P. (1951). Bedizzole: le origini, la parrocchia, le chiese. Memorie storiche e documenti inediti. Brescia.
PEROGALLI, C. (1972). Borghi fortificati tra le province di Brescia e Mantova. In Atti del XIV Congresso di Storia dell’Architettura (Brescia, Mantova, Cremona, 12–19 settembre 1965), Centro di Studi per la Storia dell’Architettura, Roma, pp. 83–93.
SPADA, E. (1979). Bedizzole. Antichità romane e nuovo studio storico. Brescia.
VILLARI, G. (1989). Castelli e residenze fortificate nel Bresciano. Brescia: Giornale di Brescia, pp. 101–102. (con bibliografia precedente)