
Acaya. Veduta aerea del castello. Fonte: Google Maps; immagini ©2026 Google, Airbus, Maxar Technologies.
Descrizione
Il castello occupa uno degli angoli del borgo fortificato e presenta un impianto quadrangolare irregolare, caratterizzato da due torri cilindriche collocate agli angoli sud-occidentale e nord-orientale, secondo una disposizione diagonale. Le strutture conservate appartengono a fasi differenti e furono profondamente integrate negli interventi cinquecenteschi successivi. Brunetti identifica le due torri come preesistenze rispetto alla sistemazione promossa da Gian Giacomo dell’Acaya e ne documenta l’inserimento nel nuovo sistema fortificato. L’esame della documentazione fotografica sembra inoltre evidenziare discontinuità nei punti di raccordo tra le torri e alcune murature adiacenti, particolarmente leggibili in corrispondenza dei coronamenti a beccatelli. Il rapporto stratigrafico richiede tuttavia una verifica diretta sul monumento.
Vicende costruttive
L’esistenza di una fortificazione precedente agli interventi di Alfonso dell’Acaya è attestata dalla documentazione epigrafica. Due iscrizioni lasciate da Alfonso dell’Acaya sono associate alle torri poste agli angoli opposti del castello: quella della torre sud-occidentale reca la data 1505, mentre quella murata sulla torre nord-orientale è datata 1506. Brunetti registra esplicitamente questa associazione. L’iscrizione del 1505, oggi non più leggibile, è tramandata da un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Napoli, fondo Brancacciano III D; quella del 1506 è invece conservata e ricorda l’intervento di Alfonso sulla arx fondata dagli antenati, sulle torri e sulle altre opere difensive. La consistenza e la configurazione della fortificazione precedente non sono tuttavia ricostruibili con sicurezza. Nel 1535-1536 Gian Giacomo dell’Acaya avviò una più ampia riorganizzazione difensiva del borgo, nella quale il castello e le due torri preesistenti furono integrati. Brunetti attribuisce a questa fase anche l’aggiunta del bastione sud-orientale e la ricucitura delle nuove opere con il complesso precedente.
Interpretazione
La configurazione originaria della fortificazione ricordata dall’iscrizione del 1506 e l’estensione complessiva degli interventi promossi da Alfonso dell’Acaya non sono attualmente definibili. Resta tuttavia un dato cronologico particolarmente significativo: le prime opere precisamente databili sono due torri poste agli angoli opposti del castello, realizzate in anni immediatamente consecutivi, 1505 e 1506. La sostanziale contemporaneità dei due interventi indica che, nell’aggiornamento di una struttura preesistente, la realizzazione delle torri contrapposte costituì una delle prime operazioni documentabili. La loro disposizione determina quindi, nella prima fase documentabile dell’intervento, una configurazione diagonale. Non è possibile stabilire se tale soluzione corrispondesse all’assetto previsto dal progetto complessivo oppure rappresentasse soltanto una prima fase di un programma più ampio, eventualmente destinato a interessare anche gli altri angoli. Le successive trasformazioni promosse da Gian Giacomo dell’Acaya inserirono le due torri nel nuovo sistema fortificato senza cancellarne la precedente collocazione. Brunetti stesso riconosce esplicitamente che entrambe furono mantenute e integrate nel progetto successivo.
Documentazione Iconografica



- 1. Acaya. Planimetria del castello con evidenziate in rosso le due torri datate 1505 e 1506. Rielaborazione dell’autore.
- 2. Acaya. Veduta del castello e di una delle torri circolari. Fonte: Google Maps, aprile 2025.
- 3. Acaya. Veduta di una delle torri circolari e del raccordo con le murature del castello. Fonte: Google Maps, aprile 2025.
Bibliografia
BRUNETTI, O. (1991–1992). “Il borgo di Acaya: un tracciato armonico cinquecentesco”. QUASAR. Quaderni di Storia dell’Architettura e Restauro, 6–7, luglio–dicembre 1991 / gennaio–giugno 1992, Firenze: Angelo Pontecorboli Editore, pp. 59–65.