
Château des Allymes. Foto: Classiccardinal, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
Vicende costruttive
Nel 1305, nel quadro della guerra tra Delfinato e Savoia, fu edificata agli Allymes una prima bâtie in terra e legno, contrapposta alla vicina fortificazione sabauda di Luisandre. Dopo gli scontri del 1311 e la ripresa delle ostilità, nel 1312 ebbe inizio la costruzione di una nuova fortificazione in pietra.
Il cantiere del corpo principale si sviluppò tra il 1312 e il 1319. Dopo la preparazione dell’area, documentata tra il 1312 e il 1313, i primi muri furono costruiti tra la fine del 1313 e il luglio 1314. Una temporanea interruzione, conseguente al trattato di Villars-Benoît, fu seguita dalla ripresa dei lavori nel dicembre 1315, proseguiti fino all’agosto 1319. Tra il 1318 e il 1319 furono completati la volta e l’accesso alla terrazza sommitale della torre quadrata.
A questa fase appartiene il nucleo fortificato ancora oggi riconoscibile: un recinto pressoché quadrato con una torre quadrata all’angolo sud-occidentale e una torre circolare a quello nord-orientale. L’analisi archeologica ha rilevato connessioni fisiche fra le murature, malte sostanzialmente omogenee e coerenza dell’impianto, indicando l’esistenza fin dall’origine di un progetto architettonico unitario. La sequenza stratigrafica suggerisce che il cantiere abbia avuto inizio dalla torre circolare, proseguendo poi lungo le cortine, senza che ciò interrompa l’unitarietà progettuale dell’organismo.
Il sistema d’accesso, posto sul lato occidentale presso la torre quadrata, comprendeva fossato, barbacane e ponte levatoio. Almeno dal 1318-1319 è documentata l’esistenza del fossato davanti alla porta; la disposizione della torre contribuiva alla protezione dell’ingresso.
Tra il 1318-1319 e il 1329-1330 fu aggiunto a nord un lungo muro di sbarramento, esteso per circa 100 m e concluso da una torre circolare minore. Questa struttura, leggermente posteriore al corpo principale e addossata ad esso, ampliò il dispositivo difensivo verso Luisandre e fu successivamente integrata in una più vasta cinta.
Nel XVI secolo, sotto i Lucinge, il castello conobbe importanti trasformazioni residenziali, con la costruzione del logis meridionale e della torretta della scala; la dendrocronologia data al 1565 il nucleo della scala a chiocciola. Ulteriori restauri interessarono profondamente il complesso nel XIX secolo, in particolare intorno al 1840-1841, quando furono rifatte le coperture delle due torri e rimaneggiate diverse parti delle cortine e dei cammini di ronda.
Descrizione
Il castello occupa una posizione dominante sul versante, con un impianto pressoché quadrangolare di circa 36 m di lato. Il nucleo fortificato è costituito da quattro cortine e da due torri collocate agli angoli diagonalmente opposti: una torre quadrata a sud-ovest e una torre circolare a nord-est. Le analisi archeologiche hanno riconosciuto la sostanziale unitarietà costruttiva del complesso, pur individuando una successione interna al cantiere.
Le due torri presentano caratteristiche nettamente differenti. La torre circolare sporge all’esterno rispetto alle due cortine adiacenti, mentre la torre quadrata presenta una disposizione asimmetrica: sporge rispetto alla cortina occidentale, ma sul lato meridionale rimane sostanzialmente allineata alla cortina. Ne deriva una diversa capacità di fiancheggiamento dei fronti del recinto.
L’accesso originario si apre sul lato occidentale, immediatamente a fianco della torre quadrata, che concorreva alla sua difesa. Davanti alla porta erano presenti un fossato, un ponte levatoio e un barbacane. Le trasformazioni successive, soprattutto quelle residenziali, hanno modificato l’organizzazione degli spazi interni senza cancellare la leggibilità del perimetro fortificato medievale.
Dal settore settentrionale si sviluppa inoltre un lungo muro di sbarramento, aggiunto in una fase immediatamente successiva alla costruzione del corpo principale e terminante con una torre circolare minore. Questa struttura appartiene all’ampliamento del sistema difensivo e non all’impianto quadrangolare originario con le due torri diagonali.
Interpretazione
Il castello degli Allymes costituisce un precoce esempio, eccezionalmente ben datato, di fortificazione con due torri poste agli angoli diagonalmente opposti. L’analisi archeologica dimostra che la disposizione non deriva dall’aggiunta successiva di una delle torri, ma appartiene a un progetto unitario realizzato tra il 1312 e il 1319. Le differenze stratigrafiche osservate indicano soltanto la progressione del cantiere, probabilmente iniziato dalla torre circolare.
Il sistema non appare tuttavia ancora pienamente sviluppato sotto il profilo del fiancheggiamento. La torre circolare sporge rispetto alle due cortine adiacenti, mentre la torre quadrata sporge soltanto sul lato occidentale e rimane sostanzialmente allineata alla cortina meridionale. Il tiro fiancheggiante assicurato dalle due torri interessa pertanto solo tre dei quattro lati del recinto. La stessa relazione archeologica rileva la debolezza del fiancheggiamento sul fronte meridionale.
Non è possibile stabilire se questa asimmetria derivi da specifiche esigenze difensive o topografiche — e quindi dalla minore necessità di fiancheggiare il fronte meridionale — oppure rappresenti una soluzione ancora non pienamente sviluppata sotto il profilo tipologico. Allymes documenta quindi l’esistenza, già nei primi decenni del XIV secolo, del principio di organizzare la difesa di un recinto quadrangolare mediante due torri poste agli angoli diagonalmente opposti, pur senza raggiungere ancora una completa copertura fiancheggiante dei quattro fronti.
Documentazione Iconografica



- 1. Planimetria schematica del Château des Allymes. Rielaborazione dell’autore.
- 2. Château des Allymes, veduta del complesso. Foto: Benoît Prieur, Wikimedia Commons, CC0.
- 3. Château des Allymes, veduta del complesso fortificato. Foto: Benoît Prieur, Wikimedia Commons, CC0.
Bibliografia essenziale
D’Agostino, L.; Chauvin-Desfleurs, É., con la collaborazione di A. Kersuzan, «Château des Allymes (Ambérieu-en-Bugey, Ain)», in B. Oury (dir.), Fortifier les Alpes au Moyen Âge (Ve–XVIe siècles), du Rhône à la Durance. Volume 3. Axe 3 : Approche chrono-typologique des formes de l’architecture castrale (2023–2025), Projet Collectif de Recherche, Rapport final d’opération, febbraio 2026, pp. 27–70.
Kersuzan, A., Défendre la Bresse et le Bugey. Les châteaux savoyards dans la guerre contre le Dauphiné (1282–1355), Lyon, 2005.: