
Veduta aerea del castello di Vila Viçosa (Credit: Pavel Dudek / Alamy Stock Photo)
Vicende costruttive
Il Castelo Artilheiro di Vila Viçosa fu costruito sul luogo del precedente Castelo da Homenagem, risalente all’età di D. Dinis, le cui strutture furono sostanzialmente cancellate dalla nuova fortificazione. La cronologia esatta del cantiere non è documentata. La maggior parte della storiografia ne colloca l’avvio intorno al 1525, durante il ducato di D. Jaime di Braganza. Una testimonianza del 1618 attribuisce infatti a D. Jaime l’iniziativa della costruzione e al figlio D. Teodósio I il suo completamento. Mário Jorge Barroca non esclude che i lavori possano essere iniziati anche leggermente prima, ma considera insufficienti gli elementi disponibili per precisarne ulteriormente la data.
Dopo la morte di D. Jaime, nel 1532, il cantiere proseguì sotto D. Teodósio. Rafael Moreira ha proposto di collocare l’avvio dei lavori soltanto intorno al 1535, cronologia ripresa anche da João Campos; questa datazione restringerebbe quindi la costruzione agli ultimi anni dell’arco cronologico generalmente proposto. Nell’aprile 1537 il castello risulta comunque ormai concluso o in fase di completamento e pienamente operativo: durante le feste per il matrimonio dell’Infante D. Duarte con D. Isabel di Braganza, D. João III visitò espressamente la nuova fortificazione, già dotata di artiglierie impiegate per le salve celebrative.
L’attribuzione del progetto rimane discussa. Barroca considera più plausibile l’intervento di Francisco de Arruda, già attivo per la Casa di Braganza e impegnato negli stessi anni nelle fortificazioni di Évora Monte. Un’altra linea interpretativa attribuisce invece il progetto a Benedetto da Ravenna; la sua presenza a Vila Viçosa negli anni del cantiere non trova tuttavia, allo stato attuale, conferma documentaria.
Descrizione
Il Castelo Artilheiro presenta un recinto quadrangolare di circa 55 × 50 m, caratterizzato da due grandi torrioni circolari fortemente sporgenti, collocati agli angoli diagonalmente opposti.
Le cortine hanno uno spessore considerevole, che raggiunge circa 8 m in prossimità degli angoli. All’interno di questa massa muraria corre, al livello inferiore, una galleria coperta che consente la circolazione lungo il perimetro e il collegamento con le due torri.
L’intero organismo è impostato a quota ribassata rispetto al terreno circostante ed è protetto da un ampio fossato asciutto, parzialmente scavato nella roccia, profondo circa 7 m e largo mediamente 6 m, con ampiezza che presso l’ingresso raggiunge circa 10 m. Le murature, relativamente basse rispetto alla tradizione castellana medievale, sono quindi in larga parte sottratte al tiro diretto e organizzate in funzione dell’impiego dell’artiglieria.
Le due torri costituiscono i principali nuclei di fuoco della fortificazione. La loro forma fortemente sporgente rispetto agli angoli permette alle artiglierie di battere longitudinalmente le cortine; le cannoniere sono distribuite su più livelli, consentendo il tiro radente e il fiancheggiamento dei quattro fronti. Le postazioni inferiori sono ricavate entro la massa muraria, mentre la sommità delle cortine e delle torri forma un’ampia piattaforma destinata anche alla manovra delle artiglierie.
L’accesso principale si apre sul fronte nord-orientale ed era preceduto da un ponte levatoio sul fossato; un secondo accesso, anch’esso originariamente dotato di ponte levatoio, si trova sul fronte orientale. All’interno gli ambienti si dispongono intorno a un cortile centrale, mentre rampe e percorsi di servizio assicuravano il collegamento fra i diversi livelli e il trasporto delle artiglierie verso le postazioni superiori.
Interpretazione
Il Castelo Artilheiro di Vila Viçosa costituisce uno degli esempi più compiuti, nella prima metà del XVI secolo, dello schema fortificato con due torri principali disposte agli angoli diagonalmente opposti, qui applicato a un organismo concepito specificamente per l’impiego dell’artiglieria. I due grandi torrioni circolari, fortemente sporgenti rispetto alle cortine, assicurano il tiro di fiancheggiamento lungo l’intero perimetro. A questa organizzazione planimetrica si associano il forte spessore delle murature, la ridotta elevazione dell’organismo, le postazioni per le artiglierie e il profondo fossato asciutto.
La cronologia del complesso lo avvicina significativamente a Steinvikholm, costruito a partire dal 1525. I due castelli presentano dimensioni analoghe e un impianto caratterizzato da due grandi torrioni circolari per artiglieria collocati agli angoli diagonalmente opposti. In entrambi i casi questa disposizione organizza un sistema difensivo nel quale le torri assicurano il fiancheggiamento delle cortine.
Particolarmente significativa è la straordinaria somiglianza planimetrica con il progetto di fortezza disegnato da Leonardo da Vinci nel manoscritto B, anch’esso costituito da un recinto quadrangolare con due grandi torri circolari agli angoli diagonalmente opposti. L’analogia, rilevata da John Bury già nel 1984, ha alimentato l’ipotesi di una possibile trasmissione del modello leonardesco attraverso Benedetto da Ravenna. Tale proposta rimane tuttavia priva di conferme documentarie.
Il quadro risulta inoltre più articolato alla luce delle esperienze maturate dall’architettura militare portoghese nei primi decenni del Cinquecento, in particolare nelle fortificazioni nordafricane legate all’attività dei fratelli Francisco e Diogo de Arruda. La presenza di soluzioni con torri disposte agli angoli diagonalmente opposti, come ad Agouz, mostra che Vila Viçosa può essere inserita anche all’interno di un percorso autonomo di sperimentazione portoghese. L’attribuzione del progetto resta pertanto aperta: Francisco de Arruda appare il candidato maggiormente sostenuto dalla storiografia recente, mentre l’eventuale intervento di Benedetto da Ravenna costituisce un’ipotesi suggestiva ma non documentata.
Nel complesso, Vila Viçosa assume quindi particolare rilievo non tanto come prova di una derivazione diretta da Leonardo, quanto come uno dei punti di convergenza più significativi tra lo schema a due torri diagonali e la nuova fortificazione per artiglieria del primo Cinquecento. La sua realizzazione si colloca infatti in una fase nella quale questa soluzione raggiunge una notevole maturità proprio mentre, parallelamente, si sviluppa e progressivamente si afferma il bastione, destinato a fornire una diversa risposta al medesimo problema del fiancheggiamento delle cortine.
Documentazione iconografica



- 1. Vila Viçosa, planimetria del castello; in rosso le strutture della fortificazione d’artiglieria. Elaborazione dell’autore da Bilou 2016.
- 2. Vila Viçosa, cortina e fossato in corrispondenza dell’accesso. Foto Vítor Oliveira, CC BY-SA 2.0.
- 3. Vila Viçosa, uno dei due grandi torrioni circolari collocati agli angoli diagonalmente opposti. Foto Elisa Rolle, CC BY-SA 4.0.
Bibliografia
Barroca, M. J., «Tempos de resistência e de inovação: a arquitectura militar portuguesa no reinado de D. Manuel I (1495–1521)», Portvgalia, XXIV, 2003, pp. 95–112.
Bilou, F., «As fortalezas de Évora Monte e Vila Viçosa. Alguns elementos de análise histórica e artística», in Património Artístico no Alentejo Central. Obras, Mestres e Mecenas, 1516–1604, Lisboa, Edições Colibri, 2016, pp. 189–214.
Bury, J., «A Leonardo Project Realized in Portugal», The Burlington Magazine, 126, 1984, pp. 104–107.
Bury, J., «Benedetto da Ravenna (c. 1485–1556)», Fort, 22, 1994, pp. 27–37.
Campos, J., «The Mediterranean Vanguard of Modern Fortification: Benedetto da Ravenna and Portugal – Vila Viçosa and Mazagan», in Echarri Iribarren (ed.), Defensive Architecture of the Mediterranean. XV to XVIII Centuries, vol. V, Alicante, Publicacions Universitat d’Alacant, 2017, pp. XXV–XXXVII.
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Sequeira, G. de M., O Castelo de Vila Viçosa, Lisboa, Fundação da Casa de Bragança, 1961 (non consultato).