MAR Souira Qadima – Castello di Agouz

Aggiornamento della ricerca:
18/09/2026

Dati correnti

Stato attuale:
Marocco
Regione:
Comune:
Souira Qadima
Indirizzo:
Coordinate:
32°03’01.7″N 9°20’28.2″W
Tipologia:
Rocca con due torri diagonalmente opposte
Stato di conservazione:
Discreto

Dati storici

Stato storico:
Portogallo
Datazione:
1519–1524 ca.
Committente:
Manuel I, re del Portogallo
Progettista/autore:
Non documentato; attribuzione ai fratelli Diogo e Francisco de Arruda proposta dalla storiografia.

Castello di Agouz. Veduta zenitale del complesso fortificato sulla costa atlantica, con le due torri circolari agli angoli diagonalmente opposti. Google Maps; immagini © 2026 Airbus, Maxar Technologies; dati cartografici © 2026 Google.

Vicende costruttive

Il sito di Agouz, presso la foce dell’Oued Tensift, era noto ai Portoghesi almeno dall’inizio del XVI secolo. Una prima tradizione storiografica, ripresa da David Lopes, collocava la costruzione del castello nel 1507-1508, sulla base della presenza di Diogo de Azambuja, ricordato nell’agosto 1508 come capitano di Agouz e di Safi.

La documentazione pubblicata da Pierre de Cénival offre tuttavia un quadro diverso. Il 22 maggio 1519 D. Nuno de Mascarenhas, governatore di Safi, scriveva a Manuel I sostenendo la necessità della costruzione di una fortezza ad Agouz. L’opera avrebbe dovuto contribuire al controllo del territorio e al consolidamento dei rapporti con le tribù locali; Mascarenhas proponeva inoltre di sovrintendere personalmente ai lavori, mentre la Corona avrebbe fornito il denaro e Safi avrebbe assicurato uomini e mezzi necessari alla loro protezione.

Pochi mesi dopo, l’11 agosto 1519, il vescovo di Safi, D. João Subtil, riferiva di essersi recato personalmente ad Agouz dopo aver appreso dell’intenzione del re di costruirvi. Descriveva il luogo prescelto come uno sperone roccioso proteso nell’acqua, particolarmente favorevole alla fortificazione: secondo il progetto da lui esaminato, il castello avrebbe potuto essere circondato dal mare su due lati e, con ulteriori interventi, anche interamente dalla marea.

La cronologia della successiva realizzazione non è concordemente definita dalla storiografia. Jorge Correia colloca la decisione di costruire una fortezza in pietra e calce a partire dal 1519, mentre Francisco Bilou propone una realizzazione successiva al 1522, probabilmente nel 1523–1524. Anche l’attribuzione progettuale rimane discussa: è stata proposta la partecipazione dei fratelli Diogo e Francisco de Arruda, senza che sia documentata con certezza la paternità dell’opera.

La presenza portoghese ad Agouz ebbe comunque breve durata: dalla metà degli anni Venti del Cinquecento i riferimenti alla fortezza scompaiono dalla documentazione portoghese; non è chiaro se il presidio sia stato abbandonato perché ritenuto non più utile oppure sia stato perduto in seguito all’azione delle popolazioni locali.

Descrizione

Il castello sorge su un basso sperone roccioso presso la foce dell’Oued Tensift, direttamente affacciato sull’Atlantico. Presenta un impianto pressoché quadrangolare, delimitato da quattro cortine, con due torri circolari poste agli angoli opposti.

Le due torri, fortemente sporgenti rispetto alle cortine, hanno pianta circolare e sviluppo relativamente basso e massiccio. Nello spessore murario si aprono feritoie per armi da fuoco, alcune delle quali orientate verso i fianchi delle cortine adiacenti. L’ingresso si apre nella cortina rivolta verso terra, in prossimità di una delle torri, attraverso una porta ad arco.

Le cortine sono realizzate in muratura di pietrame e presentano attualmente una sommità merlata. L’aspetto odierno è però il risultato anche di interventi di ricostruzione e restauro: soprattutto all’interno sono riconoscibili nette discontinuità fra strutture inferiori più irregolari e parti superiori caratterizzate da una tessitura muraria più omogenea. Anche la regolarità di alcuni tratti delle cortine e della merlatura deve pertanto essere valutata tenendo conto di questi interventi.

Il lato rivolto al mare si imposta direttamente sul banco roccioso e su una robusta struttura muraria a contatto con l’acqua. L’interno si presenta oggi sostanzialmente libero da edifici, mentre la planimetria storica documenta alcune strutture addossate alle cortine.

Interpretazione

Il castello di Agouz costituisce un esempio particolarmente chiaro di fortificazione quadrangolare caratterizzata dalla presenza di due sole torri circolari collocate agli angoli diagonalmente opposti. La disposizione consente a ciascuna torre di controllare le due cortine adiacenti, distribuendo quindi la difesa dei quattro lati fra due elementi posti ai vertici opposti del recinto.

Lo schema appare tanto più significativo perché Agouz è una fortificazione costruita ex novo, e non il risultato della trasformazione di un organismo precedente. La documentazione del 1519 mostra infatti la scelta del sito e la progettazione di un nuovo castello, destinato a costituire un presidio dipendente da Safi. Il vescovo João Subtil descrive inoltre il luogo prescelto e la possibilità di realizzarvi un castello circondato dal mare su due lati, confermando il carattere unitario dell’intervento progettato.

Agouz assume quindi particolare interesse nel censimento delle fortezze diagonali perché documenta l’impiego dello schema nell’ambito dell’architettura militare portoghese del primo Cinquecento e in un contesto coloniale nordafricano. La disposizione delle torri non sembra derivare da condizionamenti imposti da strutture preesistenti, ma appartiene all’impostazione complessiva del nuovo recinto. Anche le dimensioni dell’impianto, con un lato di circa 34–35 metri, pongono un problema di particolare interesse. La misura appare infatti confrontabile con quella ricorrente in altre piccole fortificazioni portoghesi nordafricane dello stesso periodo e richiama la prassi, documentata nei cantieri portoghesi, di fornire alle maestranze istruzioni e traças da seguire nell’esecuzione delle opere. Si pone pertanto il problema dell’eventuale impiego di modelli progettuali e dimensionali ricorrenti, adattati alle condizioni dei singoli siti. La questione, che coinvolge anche complessi di conservazione incompleta come Ben Mirao o profondamente rimaneggiati come Mazagão, è approfondita nelle rispettive schede.

La configurazione delle due torri mostra un evidente adeguamento alla difesa con armi da fuoco. Le strutture, basse e massicce, presentano spessori murari considerevoli e feritoie disposte in modo da battere i fianchi delle cortine adiacenti. La collocazione diagonale consente così alle due torri di assicurare complessivamente il fiancheggiamento dei quattro lati del recinto. Agouz costituisce pertanto un caso nel quale lo schema diagonale è chiaramente associato alle esigenze della difesa con armi da fuoco, senza che ciò consenta necessariamente di ricondurre a questa sola funzione l’origine o la diffusione della tipologia.

Documentazione iconografica

Bibliografia

Bilou, F., Património Artístico no Alentejo Central. Obras, Mestres e Mecenas, 1516–1604, Lisboa, Edições Colibri, 2016, pp. 189–214.

Campos, J. S. de S., Arquitectura Militar Portuguesa no Golfo Pérsico – Ormuz, Keshm e Larak, dissertação de doutoramento, Faculdade de Letras da Universidade de Coimbra, Coimbra, 2008.

Cénival, P. de, Les Sources inédites de l’Histoire du Maroc. Première série – Dynastie Sa‘dienne. Archives et Bibliothèques du Portugal, t. II, Mai 1516–Décembre 1526, Paris, Paul Geuthner, 1939, in particolare pp. 243–247, 250–254, 280–281.

Correia, J., Implantação da Cidade Portuguesa no Norte de África. Da tomada de Ceuta a meados do século XVI, Porto, FAUP Publicações, 2008, in particolare p. 346.

Lopes, D., «A Expansão em Marrocos», in A. Baião, H. Cidade, M. Múrias (dir.), História da Expansão Portuguesa no Mundo, Lisboa, Editorial Ática, 1937; rist. Lisboa, Editorial Teorema, 1989, in particolare p. 29.

Paula, F. M., Portugal em Marrocos. Olhar sobre um património comum, Lisboa, Argumentum, 2016.

Rosenberger, B., «Note sur Kouz, un ancien port à l’embouchure de l’Oued Tensift», Hespéris-Tamuda, 1967, pp. 23–66.