MAR El Jadida – Castello di Mazagão

Aggiornamento della ricerca:
19/09/2026

Dati correnti

Stato attuale:
Marocco
Regione:
Casablanca-Settat
Comune:
El Jadida
Indirizzo:
Cité Portugaise
Coordinate:
33°15’24.2″N 8°30’09.3″W
Tipologia:
Castello quadrangolare con quattro torri circolari angolari
Stato di conservazione:
Incorporato nella fortificazione successiva

Dati storici

Stato storico:
Portogallo
Datazione:
1514
Committente:
Manuel I, re del Portogallo
Progettista/autore:
Diogo de Arruda e Francisco de Arruda

Veduta aerea dell’antico castello manuelino di Mazagão, oggi inglobato nella Cité Portugaise di El Jadida. Sono ancora riconoscibili il nucleo quadrangolare e le quattro torri angolari, profondamente modificati dalle trasformazioni successive. (Google Maps; immagini © 2026 Airbus, dati cartografici © 2026).

Vicende costruttive

Dopo la conquista portoghese di Azemmour nel 1513, Manuel I decise di consolidare la presenza sulla costa mediante la costruzione di un nuovo presidio a Mazagão. Nel 1514 il progetto e la direzione dei lavori furono affidati ai fratelli Diogo e Francisco de Arruda. Il castello venne realizzato secondo un impianto quadrangolare, con quattro torri cilindriche poste agli angoli.

La funzione militare autonoma del castello cessò con la radicale riorganizzazione della piazzaforte promossa da João III nel 1541, dopo la caduta di Santa Cruz do Cabo de Gué. La nuova fortificazione bastionata inglobò il precedente presidio manuelino all’interno di un recinto di dimensioni molto maggiori. Il progetto della nuova fortezza è generalmente associato a Benedetto da Ravenna, mentre la documentazione attesta il coinvolgimento di diversi tecnici, fra i quali Diogo de Torralva, Miguel de Arruda e João de Castilho; i lavori della cinta esterna erano sostanzialmente conclusi entro la fine del 1542.

Il castello del 1514 non venne demolito, ma perse la propria funzione difensiva e fu destinato a nuovi usi. Al suo interno trovarono posto l’ospedale e la Misericórdia, la prigione, la polveriera, magazzini e granai. Sotto l’antica piazza d’armi fu inoltre realizzata una grande cisterna seminterrata, il cui progetto e la cui costruzione sono riferiti a João de Castilho, almeno fino al suo rientro in Portogallo nel novembre 1542; i lavori della cisterna proseguirono fino al 1547

Descrizione

Il castello manuelino occupava un settore prossimo alla costa ed era costituito da un recinto pressoché quadrangolare, con quattro torri cilindriche poste agli angoli. La configurazione originaria è oggi solo parzialmente leggibile, poiché il complesso venne inglobato nella grande fortezza bastionata realizzata a partire dal 1541 e successivamente adattato a nuove funzioni. Le restituzioni planimetriche del complesso consentono tuttavia di riconoscere il perimetro del castello manuelino e di distinguere le strutture originarie dalle trasformazioni determinate dal successivo inserimento nella cittadella.

Le quattro torri circolari, fortemente sporgenti rispetto alle cortine nell’impianto originario, occupavano i vertici del recinto. Le trasformazioni successive hanno modificato il rapporto fra torri e cortine, inglobando parzialmente le strutture originarie e rendendo meno evidente la loro funzione di fiancheggiamento.

L’area interna era organizzata intorno a una piazza d’armi. A partire dal 1541 questo spazio fu profondamente trasformato: sotto la piazza venne ricavata la grande cisterna seminterrata, mentre gli edifici della cittadella furono adattati a funzioni assistenziali, militari e di deposito. La cisterna occupa quindi gran parte dello spazio compreso entro il perimetro dell’antico castello ed è costituita da un vasto ambiente voltato sostenuto da tredici pilastri e dodici colonne.

La cisterna occupa gran parte dello spazio interno dell’antico castello; la sua configurazione e la permanenza delle quattro torri consentono ancora di riconoscere il nucleo quadrangolare del complesso manuelino all’interno delle trasformazioni successive.

Interpretazione

Il castello di Mazagão non appartiene alla tipologia delle fortificazioni con due torri diagonalmente opposte: il progetto realizzato nel 1514 da Diogo e Francisco de Arruda prevedeva infatti un recinto quadrangolare con quattro torri cilindriche agli angoli. La sua inclusione nel censimento assume tuttavia particolare interesse come termine di confronto per le prime fortificazioni portoghesi realizzate sulla costa nordafricana.

La rapidità con cui la Corona portoghese dovette organizzare nuovi presidi in territori lontani favorì procedure costruttive basate sulla circolazione di progettisti e maestranze, sulla predisposizione dei materiali e sull’impiego di schemi geometrici relativamente semplici, facilmente trasferibili e adattabili alle condizioni locali. La storiografia ha più volte collegato queste modalità operative alla possibilità che almeno alcuni dei nuovi insediamenti fossero concepiti, nelle loro linee essenziali, prima della partenza delle spedizioni. Per i primi cantieri qui considerati non è tuttavia finora emerso un documento che prescriva esplicitamente la riproduzione di un determinato modello con misure prestabilite; l’esistenza di un vero programma di standardizzazione deve quindi rimanere un’ipotesi interpretativa. Il problema acquista comunque consistenza alla luce delle modalità organizzative attestate nell’espansione portoghese, che comprendevano anche il trasporto di maestranze e di materiali preparati in precedenza.

In questo quadro assume particolare interesse il dato dimensionale. Frederico Mendes Paula indica per il castello manuelino di Mazagão un impianto quadrato di 30 varas di lato, corrispondenti a circa 33 metri. La misura è molto prossima a quella riscontrabile ad Agouz, il cui recinto misura circa 34–35 metri di lato, e ai 34 metri rilevati sul fronte orientale conservato di Ben Mirao. La corrispondenza non è sufficiente a dimostrare l’esistenza di un modulo dimensionale prestabilito, tanto più che i tre complessi presentano differenti soluzioni nella disposizione delle torri e, nel caso di Ben Mirao, una conservazione troppo frammentaria per ricostruirne l’impianto originario.

Il confronto pone tuttavia un problema significativo: una medesima dimensione di riferimento potrebbe essere stata adottata per differenti soluzioni fortificatorie, adattate alle caratteristiche del sito e alle esigenze del singolo presidio. Mazagão, con quattro torri angolari, costituisce così un importante termine di confronto per Agouz, dove un recinto di dimensioni analoghe è difeso da due sole torri diagonalmente opposte. Più problematica rimane Ben Mirao, per il quale è riconoscibile una sola probabile torre circolare. La possibile ricorrenza di moduli progettuali e dimensionali nelle prime fondazioni portoghesi costituisce pertanto una linea di ricerca ancora aperta, da verificare attraverso il confronto fra documentazione, rilievi e analisi metrologica dei singoli complessi

Documentazione iconografica

Bibliografia

Correia, J., «Mazagão: A última praça Portuguesa no Norte de África», Revista de História da Arte, 4, 2007, pp. 184–211.

Ferrão, L., «The Cistern of the Portuguese Fortress of Mazagan (1541–1769)», Histories of Postwar Architecture, 13, 2023, pp. 299–311, DOI 10.6092/issn.2611-0075/20358.

Matos, J. B., Do Mar Contra Terra. Mazagão, Ceuta e Diu, primeiras fortalezas abaluartadas da expansão portuguesa. Estudo arquitectónico, tesi di dottorato, Universidad de Sevilla, 2012.

Moreira, R., A Construção de Mazagão. Cartas inéditas 1541–1542 / La construction de Mazagan. Lettres inédites 1541–1542, Lisboa, Instituto Português do Património Arquitectónico, 2001, 249 pp., ISBN 972-8087-92-6.

Paula, F. M., «Mazagão, de Castelo a Cidadela», Histórias de Portugal em Marrocos, 4 marzo 2025 (consultato il 19 settembre 2026).

Rossa, W., «1541: Mazagão uma revolução arquitetónica», in C. Fiolhais, J. P. Paiva, J. E. Franco (a cura di), História Global de Portugal, Lisboa, Círculo de Leitores / Temas e Debates, 2020, pp. 383–388.

Rossa, W. – Trindade, L., «1514 El Jadida 1541: Le vicende della fondazione di una città marocchina», in A. Casamento (a cura di), Il cantiere della città. Strumenti, maestranze e tecniche dal Medioevo al Novecento, Roma, Edizioni Kappa, 2014, pp. 103–120.