1515-1516 Assedi di Brescia e Verona

Dopo Marignano. La campagna franco-veneziana del 1515-1516 e gli assedi di Brescia e Verona

La vittoria francese di Marignano, nel settembre 1515, aprì alla Repubblica di Venezia la possibilità di completare la riconquista dei territori perduti dopo la sconfitta di Agnadello del 1509. Brescia e Verona, ancora presidiate da guarnigioni imperiali e spagnole, divennero gli obiettivi di una nuova campagna militare condotta dagli eserciti alleati di Francesco I e della Repubblica.

La scelta dell’obiettivo iniziale fu oggetto di valutazioni strategiche differenti. La morte di Bartolomeo d’Alviano, avvenuta il 7 ottobre 1515, privò l’esercito veneziano del proprio capitano generale proprio mentre si preparava l’offensiva. La decisione di attaccare Brescia, anziché Verona, diede avvio a un assedio che si rivelò assai più lungo e difficile del previsto.

Il 12 ottobre una sortita della guarnigione spagnola contro le batterie collocate presso la Garzetta provocò un grave rovescio agli assedianti. L’episodio, ricostruito attraverso il confronto fra i dispacci ufficiali e le testimonianze private, solleva interrogativi sulle decisioni dei comandanti e sulla successiva attribuzione delle responsabilità. Dopo la ripresa del bombardamento, le operazioni proseguirono con la costruzione di nuove batterie e l’apertura di tre mine, contrastate dalle contromine degli assediati. L’arrivo di soccorsi imperiali attraverso le montagne determinò infine la sospensione dell’assedio nel dicembre 1515.

Nei primi mesi del 1516 la campagna fu condizionata dalla discesa in Italia dell’imperatore Massimiliano I, dalla resistenza delle piazzeforti veneziane e dal successivo ripiegamento delle sue truppe. Il mutamento della situazione militare consentì agli alleati di riprendere le operazioni contro Brescia, riconquistata il 26 maggio.

La preparazione della successiva impresa contro Verona richiese un complesso lavoro di organizzazione militare, documentato dalle difficoltà incontrate nel trasferimento delle artiglierie veneziane dall’Arsenale verso il fronte.

Le ulteriori operazioni contro Verona non portarono alla conquista militare della città, difesa dalle truppe imperiali al comando di Marcantonio Colonna. La sua restituzione alla Repubblica fu infine concordata attraverso le trattative diplomatiche concluse a Bruxelles nel dicembre 1516 e divenne effettiva nel gennaio 1517, segnando la conclusione della lunga guerra per il recupero della Terraferma veneziana.

La ricerca, fondata principalmente sui Diarii di Marin Sanudo e sul confronto con altre testimonianze contemporanee, ricostruisce le operazioni militari, le decisioni dei comandanti e le difficoltà logistiche che caratterizzarono la campagna franco-veneziana del 1515-1516.

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